Alla vigilia del debutto come conduttrice della sua nuova trasmissione “Missione: seduzione” (dal 9 novembre in onda su Lei, SKY) Lory del Santo racconta la sua vita movimentata sul numero di Vanity Fair – in edicola il 27 ottobre – e svela come ha cercato di superare il gravissimo lutto vissuto dopo la perdita del piccolo Conor, morto nel 1991 cadendo dal cinquantatreesimo piano del grattacielo in cui vivevano. “L’ho pianto tanto, adesso basta. Per cinque anni non ho fatto altro. Di solito riesco a convincermi che è un caso che non mi riguarda, che non era mio figlio, ma solo di lui”, e indica , il padre di Conor, in una foto.

“Voglio essere impenetrabile quando il dolore ha il sopravvento. Tante volte ho nascosto cose per non ricordare, e altrettante volte mi sono chiesta se fosse giusto. Illudersi che il tempo cancella è il credo, l’illusione che ho seguito”. Conor è precipitato da una finestra aperta. Oltre che con il dolore ha dovuto fare i conti, dopo, anche con il senso di colpa? “Io stavo salendo delle scale per andarlo a vestire, lo sentivo giocare in camera sua. Ero a metà scala e ho sentito il rumore di un fax che stava arrivando. In quei pochi istanti in cui io sono scesa a prendere il fax lui è uscito dalla sua stanza ed è andato nell’altra, quella in cui il cameriere aveva lasciato la porta finestra, che era una parete, aperta. Ci penso sempre a quel maledetto fax”. Superare il trauma non è stato facile, ma la Del Santo non si è arresa: “Dal giorno in cui il bambino non c’è più stato io ho deciso che avrei vissuto concentrata sull’oggi, e che di ogni giorno dovevo trovare un motivo perché mi sembrasse bello. La vita è un attacco continuo e io sono nella mia fortezza e devo difendermi perché ognuno, intorno, mi fa del male”.

Lory del Santo ha due figli, Devin e Loren. Un destino di madre a prescindere? «Assolutamente. Gli uomini sono complementari. Ci vuoi essere? Bene. Non vuoi? Sparisci. A me va bene, ma non tornare indietro. I figli sono delle donne. Io me ne sono fregata delle cose sociali e i miei figli sono il nucleo della mia felicità”