A United Kingdom, i reali sono sempre protagonisti in cinema e tv

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Arriva a febbraio l’atteso film dedicato alla storia vera di Seretse Khama, erede al trono del Botswana, che si innamorò di una impiegata inglese creando scandalo; intanto, la serie sulla Regina Elisabetta ha sbancato ai Golden Globe ed è stata rinnovata per una seconda stagione.

Un amore contrastato, che riesce ad andare oltre le differenze sociali e le imposizioni della società: non stiamo parlando della riproposizione (ennesima) di Romeo e Giulietta o affini, ma della storia vera di Seretse Khamam, erede al Protettorato del Bechuanaland (l’odierno Botswana), che per amore ha perso il trono.

Un amore scandaloso

 La vicenda risale al secondo dopoguerra, e per la precisione al 1947, quando il giovane Seretse Khama incontra in un bar la donna che gli cambierà la vita, in senso letterale: è Ruth Williams, impiegata inglese ai Lloyd’s di Londra, con cui è amore a prima vista. Tuttavia, se la passione tra i due è vera e forte, al punto che si sposano già l’anno successivo, più problematico è il contesto storico e sociale in cui vivono: il rapporto interrazziale tra l’erede al trono dello Stato Africano e la ragazza bianca londinese, infatti, non solo scandalizza l’opinione pubblica, ma provoca anche la reazione del Sudafrica, in cui sta diffondendosi l’apartheid.

Tra razzismo e politica

E così, a causa delle pressioni sudafricane (che fanno leva anche sull’appoggio offerto nella Seconda Guerra Mondiale, oltre che sulle importanti forniture di oro e uranio), il governo britannico interviene nella vicenda, decidendo di esiliare Seretse Khama e la moglie dal Bechuanaland e impedendo loro di tornare al Paese d’origine dell’uomo, privato così anche del regno.

Presto sul grande schermo

 Questa storia, sconosciuta ai più nonostante l’eco che ebbe all’epoca, sta per sbarcare al cinema grazie alla pellicola “A United Kingdom” diretta dalla regista Amma Asante, che vede come protagonisti principali David Oyelowo (già visto in Interstellar o Lincoln di Spielberg) nei panni di Seretse e Rosamund Pike (L’amore bugiardo e La versione di Barney) in quelli di Ruth, e come coprotagonisti Jack Davenport, Tom Felton e Charlotte Hope.

È il momento dei film sui reali

 Ancora una volta, quindi, il cinema punta sulle storie vere (e in particolare quelle delle famiglie reali) per emozionare e coinvolgere il pubblico, proseguendo una strada che grande successo ha avuto nel recente passato: come ci ricordano gli esperti di Popcorntv.it, il portale dei film online legali e di alta qualità in Italia, soltanto agli Oscar sono due i film di questa categoria che nell’ultimo lustro hanno vinto il premio come miglior pellicola dell’anno, ovvero “12 anni schiavo” e soprattutto “Il discorso del re”, che racconta la storia della balbuzie di re Giorgio VI d’Inghilterra.

Di padre in figlia

 Passando dal grande al piccolo schermo, e dal re Giorgio VI alla figlia Elisabetta II, enorme seguito ha avuto la serie tv prodotta da Netflix e intitolata “The Crown”. Anche la nota piattaforma americana, dunque, si è inserita in questo ricco filone, accendendo i riflettori sulla vita incredibile della monarca inglese, a cominciare dal giorno delle sue nozze con il Duca di Edimburgo fino ai giorni nostri, attraverso un racconto inevitabilmente romanzato ma comunque vicino alla realtà storica.

Un trionfo ai Golden Globe

 Il regista Stephen Daldry (già apprezzato in Billy Elliot e The hours) ha spiegato che la sua serie “Non è solo la storia di una famiglia, ma la storia dell’Inghilterra post bellica”, e i risultati di apprezzamento del pubblico e della critica sembrano dargli ragione: se, infatti, Netflix ha già annunciato il rinnovo per almeno un’altra stagione della serie (ma si parla di un totale di 6), agli ultimi Golden Globe The Crown ha battuto anche “Game of Thrones”, vincendo la statuetta in due categorie importanti come miglior serie drammatica e migliore attrice in una serie drammatica, assegnata a Claire Foy (che ha come protagonista al suo fianco l’ex “Dottor Who” Matt Smith).

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