Veronica Pivetti ha sofferto di depressione

Una persona sempre allegra e solare come Veronica Pivetti che soffre di depressione proprio non te l’aspetti e invece l’attrice e ora anche conduttrice della nuova edizione di Per un pugno di libri su Rai tre ha confessato di aver sofferto di depressione per alcuni anni.
Ho passato sei anni d’inferno, sei anni infami, dal 2002 al 2008, in cui sono piombata nel buio più nero – ha dichiarato al settimanale Gent – Non avevo più voglia di nulla, non mangiavo, non mi lavavo più, piangevo sempre. Non mi riconoscevo. E poi non capivo. “Ma che motivi hai per piangere”, chiedevo a me stessa, “sei un’attrice di successo, ha un lavoro che ti piace, nessun problema, perché ti disperi così?”‘. Il fatto è che la depressione colpisce a tradimento, e in modo democratico. Tu sei la causa del tuo male e non puoi fare nulla. La sola salvezza è tirare fuori il tuo dolore, parlare, chiedere aiuto, senza vergogna. Questa è una malattia seria, va curata finché sei in tempo. E non ti ha braccato del tutto la voglia di farla finita.
Nel 2002 mi sono ammalata alla tiroide, sono stata curata male, medicinali giusti dati in dosi sbagliate. Ho avuto una depressione da eccesso di farmaci, i miei ormoni sono impazziti, ho dovuto prendere anche i beta bloccanti per il cuore. Ho cambiato mille medici, psicologi, psichiatri. Non è stato facile trovare il medico giusto. Il primo che ho contattato mi ha liquidato dicendo: “e torno presto a farci ridere”. Lo avrei ucciso, io stavo male! I primi 3 anni sono stati un inferno, poi ho iniziato a vedere un po’ di luce.
Il suicidio infatti è stato un suo pensiero: Vigliaccamente speravo che un masso mi cadesse addosso. O che attraversando la strada, molto lentamente, un’auto mi investisse.
Sono una persona per natura allegra e positiva, ma non sono un automa. A un certo punto mi sono “rotta” in due, diventando insopportabile a tutti, compresa me stessa. E disperata. Ho scritto questo libro nella speranza di aiutare altre vittime di questo dramma. Per dire loro che dal tunnel si può uscire, che i depressi non sono reietti, che siamo tanti, e solo parlando di questo male si può vincere.













